“La vita è un viaggio, viaggiare è vivere due volte”

Omar Khayyam, poeta persiano del XII secolo


Abbiamo voluto lasciare alle parole di un poeta vissuto molto tempo fa il compito di definire ciò che questo spazio vuole significare per chi, come noi, ama il viaggio e il viaggiare.

Il viaggio è un tema attuale e antico al tempo stesso.

Viaggiare non significa solo spostarsi dal proprio luogo di origine, ma predisporsi alla scoperta di ciò che è nuovo e a noi sconosciuto.

L’uomo è portato per sua natura alla esplorazione di ciò che gli è ignoto e il viaggio ha da sempre rappresentato la migliore interpretazione di questo inconscio bisogno.

Viaggiare non è solo necessità di svago e di allontanamento dalla routine del quotidiano, ma incarna il desiderio che è in tutti noi di Crescere e quindi Vivere.

Con questo spazio, non abbiamo certo la presunzione di esplorare tutte le sfaccettature legate al viaggio, bensì quella di condividere insieme a voi, come si fa tra amici, idee e pensieri legati al viaggio e al viaggiare.

Il viaggio è energia, è ricordo, è passione: questo è lo spazio per condividere queste emozioni, facendole nostre.

 
 
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Se non arriva il last minute

La crisi economica internazionale che sta colpendo tutti i settori della economia mondiale, dalla finanza - in cui si è originato questo cataclisma - agli ambiti della economia reale, non risparmia neanche il settore turistico e, all'interno di questo, anche quello di alta gamma.

Se alcuni possono pensare che il lusso è esente da questo genere di fenomeni, si sbaglia. Anche i cinque stelle soffrono a causa della caduta significativa del segmento business e dalla mancanza di prenotazioni individuali soprattutto da quei mercati esteri, penso al russo, che avevano costituito uno zoccolo duro da molti ritenuto indistruttibile.

I dati comunicati da alcune associazioni di categoria sono inconfutabili e tutti pesantemente caratterizzati dal segno meno (anche a due cifre).

Fermi questi presupposti, qual è veramente l'impatto del fenomeno? Quello che ritengo è che al momento vi sia una grande paura del futuro che porta la maggior parte della gente a rimandare la decisione delle proprie vacanze e quindi si astiene da qualsiasi prenotazione.

Ma i ritmi di vita di oggi estremamente frenetici, mi portano anche a pensare che ad oggi, si può rinunciare a tutta una serie di acquisti (abbigliamento e gioielli ad esempio), ma raramente si rinuncerà alle vacanze oramai unica valvola di sfogo della frenesia di tutti i giorni.

Il last minute salverà quindi il segmento da una vera debacle, mitigando almeno parzialmente gli effetti di questa crisi che al momento appaiono dirompenti?

Piers

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